G7 della cultura, dalla “dichiarazione di Firenze” alla riunione tra i rappresentanti nazionali

G7 della Cultura, via al secondo atto. Dopo il vertice tra i Ministri della cultura di Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Canada, Stati Uniti e Giappone che si è tenuto ieri in Palazzo Pitti, il secondo giorno del G7 tematico si è spostato in Palazzo Vecchio. Questo è il giorno dei rappresentanti culturali: la presidenza italiana del G7 Cultura ha chiesto a tutti i Paesi di indicare un rappresentante del proprio mondo culturale, per sviluppare un confronto partendo dai temi dalla riunione ministeriale, incentrata soprattutto sulla cultura come strumento di dialogo.

L'incontro, che si svolge nel Salone dei Cinquecento, vede la partecipazione di Paolo Baratta, Presidente della Fondazione Biennale di Venezia; Simon Brault, Director and CEO, Canada Council for the Arts; Sir Ciaran Devane, Chief Executive of the British Council; Yuko Hasegawa, Chief Curator of the Museum of Contemporary Art Tokyo; Shermin Langhoff, Artistic Director of the Maxim Gorki Theatre in Berlin; e Serge Lasvignes, Presidente del Centre Pompidou.

 Il G7 della cultura di Firenze, il primo nella storia, ha messo a fuoco le grandi sfide che la comunità internazionale dovrà affrontare nei prossimi anni, sfide che intrecciano tutela e lotta al finanziamento del terrorismo, alle emergenze provocate dalle calamità naturali.

Annunciando la firma da parte dei ministri del G7 della "dichiarazione di Firenze", il ministro italiano dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha sottolineato che il risultato dell'incontro di ieri "segna una svolta nella scelta della comunità internazionale di occuparsi anche di cultura e di patrimonio". "Per l'Italia cominciare la presidenza del G7 a Firenze e sui temi della cultura non ha bisogno di troppi commenti, è la scommessa su uno dei valori che il nostro Paese rivendica e sul dovere che abbiamo come comunità internazionale di preservare e difendere questo valore", gli ha fatto eco il premier Paolo Gentiloni, che ha incontrato i ministri a Palazzo Vecchio.



"Il documento finale - ha spiegato Gentiloni - impegna su una serie di temi, il primo dei quali è il patrimonio culturale nel mondo minacciato dal terrorismo e dalle grandi calamità naturali; quindi c'è il sostegno all'iniziativa dei caschi blu, delle task force nazionali e anche sull'utilizzo della cultura come strumento di dialogo fra i popoli". Il ministro alla cultura per la Francia, Audrey Azoulay, ha posto l'accento sulla necessità "che i paesi partecipino tutti insieme alle azioni di protezione, sotto la guida dell'Unesco".

"Non dobbiamo cedere all'opera di distruzione, che vuole cancellare la nostra memoria - ha aggiunto - per questo gli strumenti di lotta contro i traffici illeciti di beni culturali verranno rafforzati". Appello all'unità al quale si è associata Karen Bradley, segretario di Stato per la cultura della Gran Bretagna che, nel contempo, ha voluto dire "grazie a tutti gli amici del G7 per loro solidarietà sull'attacco terroristico a Westminster: questi attentati sono un campanello d'allarme - ha osservato - che ci ricorda con cosa stiamo lottando e dobbiamo continuare a lottare. Anche per questo è importante restare uniti e non inerti". Il Commissario europeo al settore, Tibor Navracsics, ha annunciato che "L'Ue è impegnata per fermare il saccheggio e i furti di beni culturali nei teatri di guerra e il loro commercio. Per questo stiamo preparando una legislazione per impedire l'afflusso di beni acquisiti illecitamente".

"Il traffico illecito di oggetti d'arte ha aiutato l'Isis - ha detto il sottosegretario agli affari pubblici degli Usa, Bruce Wharton - a finanziare le sue operazioni e la diffusione di droghe: in collaborazione con i partner del G7 e la comunità internazionale gli Usa auspicano che contro tutto questo possa essere fatto di più".

Nella "dichiarazione di Firenze" i ministri hanno ribadito la loro convinzione che il patrimonio culturale "contribuisce a preservare l'identità e la memoria dei popoli e favorisce il dialogo e lo scambio interculturale tra tutte le Nazioni, alimentando la tolleranza, la mutua comprensione, il riconoscimento e il rispetto delle diversità". Grande attenzione e tensione, nel documento fiorentino, al saccheggio e al traffico dei beni culturali su cui i ministri si sono rivolti con un appello a tutti gli Stati "affinché adottino misure robuste ed efficaci" per contrastarlo. La prima giornata del G7 si è chiusa nel Salone de' Cinquecento, a Palazzo Vecchio, alla presenza del premier Gentiloni e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, con un concerto diretto dal maestro Riccardo Muti.

"Chiediamo il vostro sostegno per garantire il continuo successo del settore in tutti i Paesi del G7 e non solo": è invece il senso della lettera-appello firmata dai maggiori produttori di musica, cinema, calcio e tv, da Sky a Walt Disney e lanciata nel giorno di apertura del G7 della Cultura a Firenze.

Anticipata dall'ad di Sky Italia Andrea Zappia ("Un fenomeno tollerato nel tempo sta diventando un vero problema per l'industria creativa in primis e quindi soprattutto per i giovani che oggi vogliono affrontare il mondo della creatività"), la lettera punta il dito contro la pirateria online, che ha un impatto paragonabile a quello del "traffico di opere d'arte".

Firmatari, oltre il gruppo Sky, ad e presidenti di Twentieth Century Fox, Anica, BBC Worldwide Ltd, BT Consumer, DFL Deutsche Fussball Liga GmbH, Canal + Group, Constantin Film, European Producers Club, R.T.I. S.p.A, Premier League, NBCUniversal, Lega Serie A, Sony Pictures and Sony Music, Warner Music Group, Walt Disney International.

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